domenica 6 gennaio 2013

Befana vs Babbo Natale

Piccola confessione: NON ho mai creduto a Babbo Natale.
Mai.
Fin da piccola, non sono mai stata illusa dai miei genitori sulla figura di un vecchio che porta i doni ai bambini che sono stati buoni (dio, tutte le volte che lo dico suona sempre più inquietante). Mai una volta.
Quindi niente zii (che non ho) vestiti da babbo natale, niente letterine piene di speranze che sarebbero rimaste irrealizzate, niente barbe finte che puntualmente cadono. Niente di niente.
E a me è sempre andato bene. Non ho mai sentito la necessità di credere in Babbo Natale.

In compenso ho sempre creduto nella Befana. Sempre.
Non so perchè, ma l'esistenza di una vecchietta che gira su una scopa mi è sempre sembrata più plausibile di una slitta con un panzone sopra trainata da quelle povere renne.
Ho creduto nell'esistenza della Befana fino a un'età troppo avanzata per poterla rivelare.
Ogni anno ho aspettato la mattina con ansia per vedere se quella signora molto anziana si era ricordata di me.
E puntualmente se lo ricordava.

La magia è durata fino a quello che mi sembra sia il 2004 o giù di lì.
C'è da sapere che la Befana non mi portava le calze già pronte che si comprano al supermercato. Lei, quella geniale vecchia, prendeva un calzino dal cassetto e lo riempiva di dolci. Ed era furbissima! Non prendeva i miei che erano più piccoli, prendeva quelli di mio padre, così c'entravano più troiai.
(i calzini erano tutti neri, quindi potevano essere di chiunque ndr)
Tutto funzionava alla perfezione, fino a quel 6 gennaio del 2004.

La mattina mi sveglio, corro al caminetto in cucina, guardo sulla mensola e lì lo vedo.
Il calzino.
Era giallo a righe blu e viola.
Era mio.
La Befana non esisteva, nessuno può avere un altro calzino come il mio. Quindi è il mio.


Dopo i primi momenti traumatici, la me tredicenne (sì, avevo detto che non l'avrei rivelato? troppo tardi), realizza un'altra sconvogente notizia:
La Befana è mia madre.


Per me è stato un duro colpo, non ci volevo credere.

Nonostante tutto continuo ad amare la Befana e anche stamani, quando mi sono svegliata e mi sono trovata un calzino di mio padre (ora non li usa più neri, quindi sono identificabili ndr) pieno di dolci accanto alla testa, esattamente come ogni anno, ho detto ''Che bello, la Befana si è ricordata di me!".
E mia madre accanto che se la ride. Forse non si rende conto di quanto quella calza sia importante per me.

Morale della favola: a 21 anni, io sottoscritta Arianna Nencini, credo e voglio ancora credere nella Befana



(che diciamocelo, è molto più simpatica di Babbo Natale...no?...ah, non avete mai creduto nella signora anziana portatrice di dolci...ok...mattiii).


1 commento:

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