giovedì 10 gennaio 2013

In treno con Rharetha #2


Benvenuti a questa seconda puntata di "In treno con  Rharetha".
Oggi il risveglio è stato poco traumatico, fatta eccezione che il fatto stesso di svegliarsi è di per sè traumatico e che per la prima volta ho guardato il registro attività di Facebook.
Il treno, come sempre,  è strapieno, ma io (grazie a un incredibile casualità voluta dal destino) sono "comodamente" seduta.
Il mio telefono è prevedibilmente scarico, quindi me ne sto strasbattendo altamente del fatto che siamo pigiati come sardine e scrivo dal computer.
La noia.
Niente.
Il niente più totale.
Il signore seduto di fronte a me mi ha squadrato per circa 30 secondi (sembrano pochi, ma provate a contare fino a trenta fissando qualcuno) e la ragazza seduta di fianco a me è in uno stato semicomatoso come il mio.
Nel mio vagone ci sono bambini. Chi prende treni sa che i bambini sono il nemico numero uno.
Prendono più posti delle persone normali e non puoi mai chiedere alla madre se quel posto dove c' è solo una Barbie è libero. Ti risponderà "sarebbe meglio di no". E li vorresti essere Hulk e mangiartela la Barbie (se ve lo state chiedendo, sì, Hulk è ghiotto di bambole).
Oggi mi sento un attimino più presentabile di ieri, ma poco. Le mie occhiaie non mi aiutano.
Delle signore hanno iniziato a parlare di una mostra alla quale il marito non ha nessuna intenzione di accompagnarle. Non è fastidioso quello che dicono o il fatto che lo dicano a voce alta: è fastidiosa la voce.
Non parlano fiorentino, non riesco a capire di dove sono. Il problema principale è il tono: altalenante.
Non so come mai ma un tono di voce altalenante con delle pause relativamente lunghe tra parola e parola mi infastidisce. Anzi, più che altro mi indispone. Mi dà l'idea di qualcuno che deve parlare per far vedere qualcosa.
Ho sonno, mi si stanno chiudendo gli occhi.
Non posso addormentarmi mentre scrivo. Tanto più che sono lato corridoio e rischio di trovarmi penzolante impedendo a qualcuno di passare.

Basta, ho sonno

Che noia


PS
Mi sono addormentata. Mi stupisco sempre del fatto che nessuno mi abbia ancora svegliata dicendomi che russavo troppo forte.

In treno c'erano anche dei vu cumprà con gli ombrelli: oggi piove, sicuro. Sono degli ottimi fiutatori di affari.
La foto ve la beccate dalla webcam





Se volete condividere le vostre disavventure in treno o volete raccontare aneddoti divertenti o, soprattutto, riportare frasi di altri passeggeri, fatelo!
Scrivetelo su Twitter e mettete #deathfs
I più belli li leggeró o in un video o faró un post (previo ovvio retweet)

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