Precisazioni:
No, non mi sono dimenticata di scrivere.
Chi mi conosce sa che la puntualità non è il mio forte e che ho sviluppato, nel corso degli anni, un vero e proprio talento naturale volto a perdere treni. Sì sì, PERDERE.
Ed ecco spiegato perchè non c'è stato ''In treno con Rharetha''.
Non mi sembrava carino scrivere mentre guidavo.
Per carino intendo ''sicuro''.
Quindi rieccoci con l'appuntamento preferito di qualcuno!
(La mattina è un brutto momento)
Svolgimento:
Oggi si cambia treno, ho lezione solo il pomeriggio e quindi la mattina ci vuole un po' di meritato riposo.
Anche se poi ho scritto 3 post che vedrete
Causa carabinieri che mi fermano mentre vado alla stazione, ho perso il treno. Non succede mai, giuro.
Arrivare alla stazione alla stessa ora in cui fino a 3 anni fa prendevo il treno per tornare a casa mi ha scaraventato tra capo e collo una nostalgia incredibile.
Non sono mai stata una di quelle persone che rimpiange il liceo. Cioè, mi è piaciuto, per carità, però sono una ferma sostenitrice del cambiamento. In sintesi, altro giro altra corsa.
Mi ero dimenticata di come guardavamo noi adolescenti chi prendeva il treno sul primo binario. Loro erano gli universitari, quelli grandi. E i professori.
Commentavamo tutto di loro. C'era il militante sinistrato, quella vestita da bibliotecaria ma che in realtà aveva 20 anni (un must-have erano gli occhiali rettangolari lilla), il professore soggettone, il professore giovane che per fare il figo si sbracciava per salutare e i neutrissimi lavoratori pendolari.
Arrivare sul binario 1 con i miei meravigliosi e sobrissimi occhiali e la mia fantastica pelliccia leopardata mi ha esposto al peggiore dei giudizi. Perchè crediateci o no, su quel binario uno si sente nudo. Tutti ti guardano e parlano e commentano. Il primo pensiero è inevitabilmente e razionalmente "non stanno parlando di me", ma poi ti rendi conto che si voltano con fare circospetto e lì capisci l'inevitabile: sei una di loro. Di quelli grandi. Degli universitari. E ti chiedi a quale categoria potrai mai rientrare e se le categorie sono cambiate. Ma non lo potrai mai sapere. Ormai non sei più una di loro, sul binario 3 che dona onnipotenza e insindacabilità di giudizio. Sei sul primo. Tra i giudicabili. Tra quelli che non si possono permettere di pensare qualcosa a riguardo dei liceali. Tra quelli che ormai hanno già dato e che ora devono subire. Un po' come gli atti di nonnismo in treno, è una spirale.
Quei 10 minuti in cui aspetti il treno sembrano infiniti. Non riesci nemmeno a camminare bene da come ti senti osservata.
Poi un'epifania: sei tra i grandi. Sei cresciuta e un giorno riavrai la tua personale vendetta grazie ai tuoi figli. Vedranno le persone sul binario 1 e capiranno cosa fare, nessuno gli e lo dirà ma sapranno come comportarsi. Sanno anche che un giorno anche loro passeranno dall'altro lato e via all'infinito in un perfetta spirale di vendette perpetuate nei secoli dei secoli.
Fino a che non inventeranno il teletrasporto.
Scusate 'sto post un po' così, un po' boh. Ma in treno è successo solo che è passato il controllore e non volevo riflettere sulla giovane età dei controllori ora.
Se volete condividere le vostre disavventure in treno o volete raccontare aneddoti divertenti o, soprattutto, riportare frasi di altri passeggeri, fatelo!
Scrivetelo su Twitter e mettete #deathfs
I più belli li leggeró o in un video o faró un post (previo ovvio retweet)

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