Girovagando su YouTube mi sono imbattuta in questo video
In poche parole, questo ragazzo di 22 anni ha vissuto da solo da quando ne aveva 5 vivendo per le strade.
Si presenta a Korea's got talent in qualità di cantante LIRICO (mango cantante pop, LIRICO), arte che apparentemente ha imparato chissà dove.
Non voglio fare lunghe filippiche sul fatto che questo ragazzo si sia saputo risollevare da un destino infausto e abbia trovato la sua strada (anche perchè sarebbero inutili), ma ho una domanda:
ok che è bravo, ma lo avrebbero considerato in questo modo anche senza la storia della sua vita?
mi spiego meglio: se fosse stato un ragazzo di buona famiglia che ha studiato canto lirico fin da bambino, si sarebbero tutti messi a piangere?
Ora, a me queste cose non fanno rabbia, per carità. Dico solo che mi infastidiscono.
Quando Susan Boyle si presento a Britain's got talent, tutti risero, perchè era brutta. Ma quando inizio a cantare tutti erano estasiati.
I due casi, apparentemente diversi, mi sembrano estremamente simili.
Il ragazzo, così come la Boyle, NON è eccelso in quello che fa, o almeno, non è così bravo da meritarsi tutto quel clamore, esattamente come non lo era/è la Boyle.
Con questo non voglio dire che andrebbe abbandonato su una strada e che la Boyle siccome è cessa deve rimanere sola a vita.
Non dico nemmeno che viviamo in una società di apparenxe estremamente materialista ebblabblabbbla...i soldi non sono niente senza bontà d' animo...sì sì...blablablabla (anche perchè mi ci trovo bene)
Dico solo che manca di oggettività.
PS
comunque lui bravobravobravo
Non prendere le mie parole come quelle del solito uomo di mondo che ne ha viste tante e che piange la falsità del mondo, perchè sai bene che non sono il tipo (e anche perchè mi ci trovo bene). :P
RispondiEliminaMa è uno show televisivo, la strumentalizzazione del caso umano è tipo il capitolo uno di "Come allestire un programma che ti tira audience sufficiente a pagarti il mutuo e a mandare i figli a scuola".
L'intrattenimento, come ogni altro settore, è un'azienda, e pensare di trovare la genuinità e l'arte in salutamitumà's got talent o qualsiasi altro programma d'intrattenimento è veramente da ingenui. E su questa ingenuità fa leva lo scegliere il ragazzo col capello a ciotola o la vecchia racchia rispetto al talentuoso ventenne studente di musica da diciannove anni.
Lo show è fatto per essere guardato, sta allo spettatore fare strumento di quello che guarda, un minimo di cervello per capire che è molto altro oltre a ciò in cui gli autori hanno, goffamente o meno, cercato di camuffare il programma. Cioè è come lamentarsi del wrestling che è fasullo e del fatto che a teatro se il personaggio muore non muore anche l'attore.
Alla fine della giostra ritengo che Boyle e Capo-a-Ciotola meritino il successo che hanno. Non perchè siano inimitabili in ciò che fanno, per carità, ma per il semplice motivo che sono riusciti a valorizzare quella merce che è il loro caso umano, e a venderlo benissimo. Come sopra, sta allo spettatore capire che il successo che hanno riscosso i due casi analoghi che hai segnalato, non è dovuto ad un talento, vero o presunto che sia, ma all'appetibilità che hanno in uno spazio come salutamitumà's got talent.
Ti dirò, non mi sono mai lamentata del Wrestling o delle cose platealmente finte e architettate in ogni minimo dettaglio.
RispondiEliminaMi ha infastidito più il fatto che dato che si ha una storia strappalacrime alle spalle ti porti in un programma a cantare.
E' una cosa che ODIO.
Odio anche programmi come ''I used to be fat'' o l' altro in cui sono in quella specie di camposcuola per grassi. A tratti odio anche ''Say yes to the dress'', ovviamente per altri motivi.
I primi li detesto perchè semplicemente odio come i ragazzi in sè affrontano la situazione. (fatta eccezione di chi ha avuto problemi della crescita ovviamente, mi lamento solo di quelli che magnano come bufali in calore e poi ti dicono ''sono cessa nessuno mi guarda perchè sono grassa'')
Per quanto riguarda Say yes to the dress lo odio quando c' è la volonta di mostrare le difficoltà di una sposa.
Mi spiego meglio: spesso spose troppo magre o troppo grasse non riescono a trovare un abito che stia bene loro. E fin qui tutto ok.
Il problema è che poi inizia lo spiegone immenso su le difficoltà che avevano fin dalla nascita, su come si vedono, su come le vedono gli altri ecceteraecceterablablabla
Ecco, ho risclerato inutilmente.
Il punto è:
AMO il fatto che si siano saputi vendere così bene, chapeau
tutti abbiamo storie tristi, ma loro le riescono a vendere e a ricavarne qualcosa.
ODIO il fatto che bisogna essere cessi o poveri
Quindi, se ho capito bene, non odi la strumentalizzazione del caso umano in se per se, ma la NECESSITA' di dover strumentalizzare il caso umano, cioè no racchia/storpio/testadiciotola no party.
RispondiEliminaesatto!
RispondiEliminaanche se amo la sua testa di ciotola, mi ricorda qualcuno :P